Nashville Spotlight on: Andrea “PlayerOne” Di Francesco

Nashville Spotlight on: Andrea “PlayerOne” Di Francesco

 

Quello di Nashville è addirittura il quarto mondiale per il quinto ospite di Nashville Spotlight, un giocatore ormai veterano che ne ha viste di tutti i colori! Dalla Città Eterna con furore, ecco Andrea “PlayerOne” Di Francesco!

 

Presentati, parlami un po’ di te e dei tuoi risultati più importanti!

Salve, mi chiamo Andrea Di Francesco e sono un giocatore di Roma. Mi sono avvicinato a Pokémon con Diamante e Perla grazie ad un mio amico di quel periodo. Il mio primissimo approccio al competitivo è avvenuto quasi per caso quando nell’ormai lontano 2011 venni a conoscenza di un grande evento (che poi scoprii essere il primo nazionale) a Roma. Non sapevo nulla del mondo del competitivo all’epoca e venni eliminato praticamente subito. Rimanendo in contatto con alcune persone più esperte conosciute a quel nazionale ho iniziato ad avvicinarmi sempre di più a questo mondo, conquistando il paid trip per i mondiali l’anno seguente (ero ancora nella categoria Senior quindi non è un gran risultato, ma ne sono stato molto contento anche perché quell’anno i mondiali erano alle Hawaii).

Negli anni successivi anche con il passaggio alla categoria Master non feci assolutamente nulla di rilevante, almeno fino all’inizio del VGC17 dove sono riuscito ad accedere al Day2 dell’internazionale di Londra (con un team composto da tre tipi Spettro) e successivamente ad ottenere una top8 al regionale di Lipsia nel Gennaio 2017.

Come preferisci allenarti? Meglio la ladder o il testing in bo3 con amici?

Preferisco fare pratica in bo3 con amici per numerosi motivi: primo tra tutti posso selezionare direttamente un avversario di livello con il quale misurarmi al meglio; posso entrare nelle modalità di un torneo e di conseguenza concentrarmi di più sulla partita in corso e eventualmente alle successive. In ladder invece per trovare avversari di alto livello occorre fare partite su partite per raggiungere l’alta ladder facendosi strada tra team assurdi da bo1 contro cui potenzialmente perdi un sacco di punti. È però anche vero che non è sempre immediato trovare qualcuno con cui testare, pertanto mi ritrovo spesso a ladderare per tenermi comunque in allenamento.

Qual è il tuo processo per buildare i team che giochi? Sei più conforme al meta o ti piace andare controcorrente? Come gestisci i matchup in fase di building?

Solitamente quando buildo scelgo una core di partenza attorno alla quale sviluppo il resto del team, in modo tale da coprire le varie core più o meno comuni. Solitamente mi piace andare fuori dagli schemi ma senza esagerare; per intenderci, solitamente, o almeno recentemente, gioco team che siano solidi contro il meta ma che abbiano allo stesso tempo all’interno delle piccole “originalità” che però non vadano a sfociare nell’assurdo e che effettivamente possano portare vantaggio reale al team. Quanto alla questione dei match-up vale la stessa cosa detta prima, data la core di partenza cerco di coprine quanti più possibili analizzando le debolezze dei membri già scelti.

È la tua prima volta ai mondiali? Se no, ci racconti le tue esperienze precedenti?

No, questa non è la prima volta ai mondiali, è ben la quarta volta da competitor. Del mio primo mondiale del 2012 non ricordo quasi nulla, solo che essendo il primo fui estremamente emozionato date tutte le varie cose a tema che c’erano. Quanto ai mondiali più recenti posso sempre dire che l’atmosfera che c’è è sempre stupenda, ma dal lato del torneo invece non è andata affatto bene né nel 2016 né nel 2017 a causa della scelta di team estremamente inefficaci e sbilanciati in entrambi gli anni.

Quale archetipo temi di più?

Potrei rispondere MetaLele e dire che lo temo perché è un archetipo solido che sta spuntando anche in nuove varianti, ma in realtà la mia più grande paura è Blaziken/Bisharp che nessuno sa come o perché sia diventato effettivamente un archetipo, trovo che affrontarli sia come giocare al lotto data la sproporzionata quantità di 50/50 che presentano. Spero nella buon’anima dei giocatori del Day2 che vogliano portare team solidi o almeno, in caso contrario, di non trovarmene contro nessuno.

Ci sono giocatori oltreoceano o comunque fuori dal territorio nazionale che ti intimoriscono particolarmente? E qualcuno a cui ti ispiri?

Trattandosi di un mondiale ogni singolo giocatore è un giocatore di rilievo da “temere”, in particolare al Day2. Se dovessi menzionare qualcuno che temo particolarmente direi i giapponesi, che hanno un meta tutto loro e talvolta si rivelano essere molto avanti rispetto al resto del mondo. In ogni caso non credo che temere sia il verbo giusto da usare; io penso che una volta arrivati al mondiale il desiderio di misurarsi con gente forte sia talmente alto da far fremere dalla voglia di giocare contro i giocatori più abili in circolazione.
Qualcuno a cui mi ispiro? Difficile a dirsi; solitamente preferisco concentrarmi su me stesso e basta quando gioco, ma giocatori che ammiro in particolare ci sono; i primi che mi vengono in mente sono William Tansley e Nick Navarre.

Come ti prepari psicologicamente ai tornei?

C’è una domanda di scorta? Passo.
Scherzi a parte, sono davvero la persona meno indicata per rispondere a una domanda del genere in quanto sono estremamente ansioso prima di ogni singolo torneo. Comunque provo a controllarmi ascoltando musica ad alto volume con le cuffie.

 

Andrea Di Francesco contro Ben Kyriakou, Regionale di Birmingham nel 2017

Puoi dirci esattamente cosa ti appunti su carta durante i tornei? Lo fai anche durante il testing?

Prendo appunti solo durante le bo3, ma quando lo faccio scrivo praticamente tutto: i membri del team del mio avversario, i quattro Pokémon che porta in ogni game, i quattro Pokémon che porto io in ogni game, mosse e strumenti. Solitamente durante il testing non prendo appunti, mi basta tenere aperta la partita su Showdown precedente per ricontrollare le cose e non avendo il timer posso prendermela comoda.

Senza dirci cosa, hai già una vaga idea di che team portare a Nashville?

Non ne ho la più pallida idea, sto testando di tutto e di più. Sono certo solo di una cosa: voglio portare qualcosa di solido per evitare le figuracce degli anni passati.

Pensieri a bruciapelo sul meta corrente? Quale core l’ha davvero contraddistinto?

Onestamente? Penso sia il peggior metagame che io abbia mai giocato: le partite sono spesso monotone, alcuni Pokémon hanno tanti possibili set e non sai mai quale ti trovi davanti. Le Mosse Z di tipi a caso su Pokémon a caso fanno davvero passare la voglia di giocare, almeno per me; il teambuilding è estremamente limitato ed è la cosa che più mi dà fastidio: ad esempio, se scelgo di usare un team con Charizard sono automaticamente forzato a giocare Landorus Therian, Kartana e un Tapu tra Lele e Koko, lasciando due slot che alla fine ricadranno anch’essi sulle solite scelte. In ogni caso questa mia affermazione non vuole essere una lamentela sulla ripetitività dei Pokémon all’interno dei team, semplicemente credo che gli archetipi siano fissi e fossilizzati e raramente si riescano a cambiare facendo in modo che risultino comunque solidi come la “versione base”.
Quest’anno come non mai nessuna core ha dato prova di forza maggiore dell’altra, da questo punto di vista è stato equilibrato, anche se si può effettivamente dire che l’ago della bilancia tende leggermente verso il Goodstuff con Metagross, che probabilmente è quello che ha vinto di più.

Aspettative per il VGC19? Ti sarebbe piaciuto un meta con solo la prima generazione e forme Alola (con i giusti tweak per bilanciare il tutto)?

Basta che il VGC19 sia diverso da questo e va bene tutto! Scherzi a parte, mi aspetto qualcosa in stile VGC16 con due Uber viabili per team, che con i nuovi Pokémon e le nuove meccaniche sembra piuttosto interessante.
L’idea di un meta con soli Pokémon di prima generazione non mi alletta tantissimo, anche se non mi ci sono mai soffermato a pensarci molto. Sicuramente l’introduzione delle forme Alola sarebbe necessaria, altrimenti si verificherebbe una totale assenza di Pokémon di tipo Buio.

Un saluto speciale al volo per i lettori di Altopiano Blu!

Spero di non avervi annoiato troppo e di esservi stato un minimo utile! Ringrazio Altopiano Blu per avermi dato la possibilità di rispondere a queste domande. Un saluto a tutti da DiFra!

 

Un sentito ringraziamento ad Andrea per averci dedicato il suo tempo e ovviamente lo congediamo con un in bocca al lupo!

 

Se vi siete persi le interviste precedenti a Lorenzo “Cl4sHy” Semeraro, Nico Davide “Desu” Cognetta, Simone “Sanvy” Sanvito e Alessio “zlanif” Vinciguerra potete recuperarle cliccando sui loro nomi!

 

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