Nashville Spotlight on: Alessio “zlanif” Vinciguerra

Nashville Spotlight on: Alessio “zlanif” Vinciguerra

 

 

È il leader degli scoiattoli elettrici ma non è Sejun Park; è il TO che tutti vorrebbero ma l’avversario che nessuno vorrebbe affrontare: Alessio “zlanif” Vinciguerra non passa sicuramente inosservato come giocatore: tra i primi europei a conseguire l’invito quest’anno – successivamente tramutato in Day2 -, la sua assidua partecipazione ai locals e ai majors gli ha consentito di condurre una stagione esemplare e soddisfacente all’insegna dello “snowball”.

 

Presentati, parlami un po’ di te e dei tuoi risultati più importanti!

Ciao a tutti! Mi chiamo Alessio Vinciguerra e gioco competitivamente a Pokémon dal 2015. Ho sempre avuto la passione per il brand fin da bambino, iniziando con Pokémon Rosso Fuoco e giocando successivamente tutti i titoli fino a Bianco/Nero. A partire dagli anni delle scuole medie ho però finito per abbandonare il gioco, per recuperarlo successivamente solo dopo l’annuncio di Rubino Omega/Zaffiro Alfa. Venuto a conoscenza della scena competitiva grazie ai video su YouTube dei mondiali del 2014 partecipai al mio primo torneo di sempre, il regionale di Roma del 2015. L’atmosfera che si respirava all’evento mi piacque a tal punto da convincermi fin da subito ad interessarmi al circuito e alla community. Fino a quel momento associavo il gioco solamente a un qualcosa per bambini e rimasi colpito dall’esistenza di tutto questo. L’obiettivo divenne quindi presto qualificarsi per i mondiali e partire all’avventura. Il primo risultato importante è stata la top4 al regionale di Dortmund nel 2016, successivamente ho conseguito la top4 all’Open di Anaheim (2017) e top8 allo Special di Bilbao (2017) che mi hanno permesso di ottenere l’accesso diretto al Day2 ai WCS di questa stagione.

 

Come preferisci allenarti? Meglio la ladder o il testing in bo3 con amici?

Ho sempre preferito la ladder. La maggiore quantità di game che puoi fare nello stesso tempo e la varietà di team che si trovano nel corso delle sessioni di testing permettono di acquisire confidenza con le varie modalità dei team e soprattutto con i calcoli, due cose che reputo fondamentali. Le bo3 con gli amici sono un metodo valido ma le trovo utili solo per verificare match-up specifici.

 

Qual è il tuo processo per buildare i team che giochi? Sei più conforme al meta o ti piace andare controcorrente? Come gestisci i match-up in fase di building?

Sono sicuramente conforme al meta, non sono il tipo di giocatore che cerca per forza di usare Pokémon originali o di differenziarsi dalla massa. Mi piace sempre partire da una core che reputo solida e che magari ho già visto piazzarsi bene in qualche torneo. Da lì poi modifico il team in base alle mie esigenze e al mio stile di gioco, tenendo conto anche di come vanno le partite su Showdown e di come si evolve il meta. Raramente mi ritrovo a usare team che non trovo soddisfacenti da giocare, un team deve essere solido ma non deve essere noioso. I match-up sono una conseguenza del team, se già in partenza è completo molti team non saranno un problema da fronteggiare una volta presa confidenza con quello che si sta giocando; per quanto riguarda le debolezze principali, si sistemano mano a mano che si testa.

 

È la tua prima volta ai mondiali? Se no, ci racconti le tue esperienze precedenti?

Ho già partecipato ai campionati mondiali nel 2016 e nel 2017, fermandomi al Day1 in entrambe le occasioni. Questa è la prima stagione in cui partecipo con un reale interesse nei confronti della competizione, in passato il mio obiettivo era l’invito per poter condividere con gli amici della community l’esperienza dell’evento più importante dell’anno. I mondiali di San Francisco sono sicuramente il torneo che più ricordo con piacere fino ad ora, partecipare ai mondiali per la prima volta è stata un’emozione incredibile e con essa anche il viaggio che ne è conseguito. Quest’anno partendo dal Day2 però voglio davvero puntare in alto e mi sto preparando a dovere.

 

Quale archetipo temi di più?

In questo formato sicuramente Blaziken/Bisharp, Acceleratore in combinazione con Agonismo e Sbigoattacco mettono davvero tanta pressione e costringono a giocare dei 50/50. Per non parlare di Frana di Blaziken che può ribaltare la partita in qualunque momento. C’è da dire che è un archetipo (fortunatamente) non molto usato, quindi ai tornei sono più spaventato da un possibile MetaLele principalmente per l’incognita dello strumento di quest’ultimo e per l’incredibile presenza offensiva che esercita. Menzione speciale per le papere che in VGC17 si sono rivelate l’archetipo che più mi ha fatto odiare il formato.

 

Ci sono giocatori oltreoceano o comunque fuori dal territorio nazionale che ti intimoriscono particolarmente? E qualcuno a cui ti ispiri?

È sempre difficile sfidare giocatori di grande esperienza, ma non direi di temere nessuno in particolare. Forse i giapponesi, entrando in ottica mondiali. Le mie ispirazioni invece sono state sicuramente Alex Ogloza e Aaron Zheng, i cui video hanno contribuito a farmi amare il competitivo e a permettermi di migliorare come giocatore. La vittoria di Alex nei Nazionali americani del 2014 rimarrà sempre tra le mie preferite. Markus Stadter è un altro giocatore di alto livello che ammiro moltissimo.

 

Come ti prepari psicologicamente ai tornei?

Avendo la fortuna di poter partecipare a molti tornei capita spesso che non abbia interesse nel fare bene a qualcuno di essi. Quando invece il torneo è importante mi organizzo per avere con me tutto il necessario per affrontare al meglio la giornata alla venue. Cibo, acqua, powerbank e fogli per prendere appunti sono fondamentali per avere le energie necessarie a giocare tanti round e mantenere la concentrazione. Per quanto concerne la mentalità, è importante tenere a mente che è di Pokémon che stiamo parlando, avere aspettative troppo alte può essere controproducente dato che rimanere delusi in seguito a colpi di hax è molto probabile. Divertirsi e essere soddisfatti di quello che si ottiene devono sempre essere le priorità.

 

Alessio Vinciguerra contro Alessio Yuri Boschetto, Special di Bilbao 2017

 

Puoi dirci esattamente cosa ti appunti su carta durante i tornei? Lo fai anche durante il testing?

In passato ero solito prendere appunti durante ogni partita ai tornei ufficiali. Con l’arrivo del VGC17 e delle informazioni su schermo ho perso questa abitudine, in quanto preferisco utilizzare tutto il tempo per pensare alla team preview o ai turni successivi. Può essere utile segnarsi comunque il team dell’avversario per controllarlo in qualsiasi momento della partita o per discuterne con gli altri partecipanti successivamente.

 

Senza dirci cosa, hai già una vaga idea di che team portare a Nashville?

Ho già deciso che team portare e sono molto soddisfatto.

 

Pensieri a bruciapelo sul meta corrente? Quale core l’ha davvero contraddistinto?

Almeno per il momento non sono un grande fan del VGC18. Ero uno di quelli che non vedeva l’ora di poter rigiocare con le Megaevoluzioni, ma da quando sono state reintrodotte trovo che il metagame sia diventato più che mai match-up based. È pressoché impossibile trovare un team con cui essere preparati a tutto, ed è necessario scegliere cosa trascurare in base alle tendenze del meta del momento. Non aiuta il fatto che Metagross e Cambiaposto siano così tanto un problema da rovinare molto spesso l’esperienza di gioco. Sono però fiducioso per quanto riguarda il meta dai mondiali in poi, in quanto ho sempre apprezzato la consistenza che il periodo di fine formato porta ai team.

 

Aspettative per il VGC19? Ti sarebbe piaciuto un meta con solo la prima generazione e forme Alola (con i giusti tweak per bilanciare il tutto)?

Mi aspetto un VGC19 contraddistinto dal ritorno degli Uber, e se così fosse non potrei che esserne contento visto che il VGC16 è al momento il mio metagame preferito. Ho apprezzato davvero tanto il lato strategico che lo caratterizzava e spero che sarà così anche per il prossimo formato. L’unica cosa che mi spaventa è l’eccessivo “Fire power” che potenzialmente verrà messo in gioco con la combinazione di Uber, Mosse Z, Megaevoluzioni e Tapu; bisognerà sicuramente adattarsi.

Non credo apprezzerei un meta solo con la prima generazione, invece.

 

Un saluto speciale al volo per i lettori di Altopiano Blu!

Grazie mille se siete arrivati a leggere fino in fondo! Un saluto a tutti i lettori e un grazie speciale a Silvia per l’occasione.

 

Ringraziamo Alessio e gli facciamo i nostri migliori auguri per questa terza avventura mondiale!

 

Se vi siete persi le interviste precedenti a Lorenzo “Cl4sHy” Semeraro, Nico Davide “Desu” Cognetta e Simone “Sanvy” Sanvito potete recuperarle cliccando sui loro nomi!

Classe ’98, gioco a Pokémon dal 2004 e mi sono affacciata al competitivo solo nel 2017. Di giorno studio coding, di sera faccio schifo su Showdown.

 

Nessun commento

Facci sapere cosa ne pensi: