Nashville Spotlight on: Simone “Sanvy” Sanvito

Nashville Spotlight on: Simone “Sanvy” Sanvito

 

È irriverente, elettrizzante e coinvolgente, proprio come la sua mascotte: non c’è traguardo irraggiungibile per una furia come Simone “Sanvy” Sanvito e il suo fidato Togedemaru… nemmeno la vittoria di un’Internazionale!

 

Presentati, parlami un po’ di te e dei tuoi risultati più importanti!

Mi chiamo Simone Sanvito, ho venti anni e vivo nella zona di Milano. Il mio risultato più importante è sicuramente la vittoria all’IC di Londra.

 

Come preferisci allenarti? Meglio la ladder o il testing in bo3 con amici?

Onestamente il testing in Bo3 con gli amici lo faccio poco. Soprattutto negli anni passati ladderavo molto mentre giocare con gli amici rappresentava circa il 5% del tempo che impiegavo per Pokémon. Dipende comunque molto dagli amici e dalle persone di cui disponi per testare.

 

Qual è il tuo processo per buildare i team che giochi? Sei più conforme al meta o ti piace andare controcorrente? Come gestisci i match-up in fase di building?

Sono sempre molto conforme al meta, non penso mai troppo fuori dagli schemi, se una cosa funziona tanto vale sfruttarla. Per quanto riguarda il building, prendo delle idee che mi piacciono e le modifico fino a creare qualcosa che mi soddisfi appieno. Per quanto riguarda i match-up cerco di averne almeno la maggior parte coperta, di avere un quartetto solido che vada bene contro tutto più due che vadano a coprire certi match-up e che non vadano a snaturare il concetto dietro gli altri quattro. Un esempio pratico è Kommo-o: sono quattro Pokémon che insieme funzionano molto bene e poi gli altri due che risolvono altri match-up.

 

È la tua prima volta ai mondiali? Se no, ci racconti le tue esperienze precedenti?

No, questa sarà la mia terza volta ai mondiali e seconda volta che vado con un invito al Day 2 perché l’ho ricevuto anche l’anno scorso e nel 2016 ho pagato il viaggio di tasca mia, ho alloggiato a casa di un amico, Alessio Yuri Boschetto. Sono sempre state esperienze belle perché è molto diverso rispetto un evento locale o anche ai regionali, c’è un’atmosfera completamente diversa, è pieno di giocatori e spettatori e giornalisti.

 

Quale archetipo temi di più?

Blaziken/Bisharp! Non mi piace giocare contro team iperoffensivi.

 

Ci sono giocatori oltreoceano o comunque fuori dal territorio nazionale che ti intimoriscono particolarmente? E qualcuno a cui ti ispiri?

È una domanda un po’ difficile per me perché non è che abbia seguito chissà quanto la scena internazionale quest’anno. Giocatori che temo… Direi i giapponesi, come Ryosuke e quel matto che ha vinto con Nidoking! Per l’ispirazione… perdona la frase cliché, ma io sono la mia ispirazione. Quando ho iniziato a giocare avevo anche io delle ispirazioni che cadevano nei soliti nomi, Aaron Zheng, Wolfe Glick, ecc., ma andando avanti ho smesso di vedere queste persone come delle divinità.

 

Come ti prepari psicologicamente ai tornei?

Una cosa che faccio ai tornei anche più lunghi è dire a me stesso “Devo vincere *numero* best of 3” e non “Devo fare x-2”. Per quanto possano sembrare due pensieri simili, a me il primo dà una visione migliore e mi fa sembrare tutto più facile. Nel 2016 la sera prima di un torneo facevo qualcosa che mi piaceva, come giocare a un videogioco che magari non toccavo da molto tempo o guardare qualcosa. Ai tornei grandi sono circondato per tutto il tempo da giocatori, e anche confrontarmi con loro può essere vista un po’ come una preparazione psicologica.

 

Terremoto di Garchomp

 

Puoi dirci esattamente cosa ti appunti su carta durante i tornei? Lo fai anche durante il testing?

Durante il testing no, durante i tornei solo a volte. In genere segno il team dell’avversario e l’ordine in cui porta i Pokémon, magari qualche mossa strana o per fare calcoli dei danni o quando sono poco sicuro sullo strumento di un Pokémon lo metto su carta accompagnandolo a un punto interrogativo.

 

Senza dirci cosa, hai già una vaga idea di che team portare a Nashville?

No, più che altro ultimamente sono concentrato su altri aspetti della mia vita e sto giocando molto poco, poi prima di iniziarmi a fare delle idee vorrei vedere come va il regionale di Columbus*. Però se i mondiali fossero domani porterei senza dubbio Kommo-o, anche se mi aspetto che gli altri abbiano comunque delle risposte a quel team.

*Il regionale di Columbus si è svolto a inizio luglio, confidiamo nel fatto che a distanza di un mese Sanvy abbia le idee più chiare su cosa portare a Nashville!

 

Pensieri a bruciapelo sul meta corrente? Quale core l’ha davvero contraddistinto?

Il VGC18 inizialmente mi piaceva, ma dopo qualche mese è diventato un meta molto stagnante e che fin da subito ha delineato quali sarebbero stati i Pokémon decisivi per tutto l’anno (ex. Mega Metagross). L’uscita di Incineroar con Prepotenza qualche mese fa ha dato una smossa al meta che poi si è stagnato nuovamente. È un meta molto confusionario e match-up based, ma non come il 17 dove potevi rischiare. Come core importante quest’anno mi verrebbe da dire Kommo-o, anche se incarna un paradosso: è un archetipo che si vede molto nelle top ma raramente vince, anche perché prendere un’autoloss in Swiss è molto meno determinante di un’autoloss in top, cosa molto più frequente per un team del genere.

 

Aspettative per il VGC19? Ti sarebbe piaciuto un meta con solo la prima generazione e forme Alola (con i giusti tweak per bilanciare il tutto)?

Il VGC19 me lo immagino molto diverso dal VGC16 così come il VGC18 è stato diverso dal VGC15, ci saranno comunque Ultra Necrozma, Zygarde 100%, le mosse Z… Per quanto riguarda un VGC con solo il dex di Kanto, un formato del genere sarebbe stato molto brutto da giocare perché limitatissimo, i team sarebbero composti dagli stessi Pokémon e anche il numero di Pokémon per team sarebbe molto sbilanciato. Quando sento parlare di meta di generazioni molto vecchie tipo RBY OU mi affascinano, ma non li giocherei. I Pokémon più giocati sarebbero Tauros, Chansey/Snorlax, Rhydon/Golem, Exeggutor, Alakazam, Gengar, ma in una prospettiva di VGC probabilmente builderei qualcosa intorno a Snorlax e a un setter di Distortozona.

 

Un saluto speciale al volo per i lettori di Altopiano Blu!  

Fate sempre i compiti e mangiate gli spinaci…?

 

Auguriamo un in bocca al lupo gigante al nostro Simone citando una delle sue più iconiche frasi: “gibe team”!

E se vi siete persi le interviste di Lorenzo “Cl4sHy” Semeraro e Nico Davide “Desu” Cognetta, potete sempre recuperarle cliccando sui loro nomi!

 

Nessun commento

Facci sapere cosa ne pensi: